This project has received funding from the European
Research Council (ERC) under the European Union’s Horizon
2020 research and innovation programme.
Grant agreement No. 834033 AN-ICON.

2019/2020

Event

Virtual meeting (Zoom)

Seminar of Philosophy of Image

Guardare di fronte, vedere attraverso. La finestra come dispositivo

Alfonso Iacono Università di Pisa

Scrive Albrecht Dürer nel suo Nachlass.”Item prospectiva ist ein lateinisch wort, pedewt ein durchsehung (…Prospettiva è una parola latina, significa vedere attraverso)”. In realtà prospectiva non ha che fare con il vedere attraverso, che traduce perspicere, ma con il guardare davanti, di fronte. Nel termine perspectiva, nel vedere attraverso emerge il problema della finestra in quanto dispositivo che determina un modo di percepire il mondo; ma il termine prospectivaguardare davanti presuppone la frontalità.

Nell’errore di traduzione di Dürer, nell’ambiguità di un involontario fraintendimento tra il vedere attraverso, che riflette l’ideale di una conoscenza dove l’osservatore e il mondo esterno sono separati da una finestra e il guardare davanti che ci ricorda come la profondità offerta dalla prospettiva pittorica delimitata da una cornice, sia un’illusione costruita su una superficie piatta, in un certo senso si riassume la questione moderna del rapporto/separazione soggetto-oggetto e della frontalità dal Rinascimento allo smartphone. È proprio la cornice che ci avverte dell’universo di senso che sta dentro la finestra ed è la perdita di tale avvertenza che si propone come problema nei differenti dispositivi-finestra dal quadro, al teatro, al cinema fino al tablet e allo smartphone.

La finestra come dispositivo metaforico e materiale ha permeato le forme della rappresentazione e della conoscenza dalla cultura egiziana a quella biblica, dal mondo greco al mondo latino, ma è con il Rinascimento che essa ha assunto tutti i connotati che caratterizzano la modernità con il mito della corrispondenza tra soggetto e oggetto, tra io e mondo. Quando Merleau-Ponty ebbe a osservare che in fondo il mondo non è di fronte a noi, ma intorno a noi, quel mito aveva già cominciato a sgretolarsi, ma non a scomparire, perché il dimenticare l’intorno è ancora un fenomeno che accompagna lo spettatore nel suo problematico rapporto con il dispositivo-finestra e con la sua cornice.

keywords Finestra, Cornice, Dispositivo

Alfonso Maurizio Iacono insegna attualmente Teoria e Storia dei sistemi filosofici all’Università di Pisa. Già professore ordinario di Storia della filosofia all’Università di Pisa. È stato Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Pisa (2003-2012) nonché Presidente del Sistema Museale d’Ateneo (2016-2017). Ha collaborato e collabora, tra l’altro, ai quotidiani Il Manifesto Il Tirreno. Tra i suoi libri più recenti: Autonomia, potere, minorità, Feltrinelli, Milano, 2000; Caminhos de saida do estado de menoredade, Lacerba, Rio de Janeiro 2001; Storia, verità, finzione, Manifesto libri, Roma 2006; L’illusione e il sostituto, Bruno Mondadori, Milano 2010; L’evento e l’osservatore, ETS, Pisa 20132History and Theory of Fetishism, Palgrave MacMillan, New York 2016; Storie di mondi intermedi, ETS, Pisa 2016; Il sogno di una copia, Guerrini Scientifica, Milano 2016; Studi su Marx, ETS, Pisa 2018; The Bourgeois and the Savage, Palgrave MacMillan, New York, 2020.