dissemination: public event
Per la sua quarta edizione, Filmmaker Expanded, frutto della collaborazione con XR Lab (Centro di Ricerca Coordinata sulle Realtà Estese) e AN-ICON, ospitati dal Dipartimento di Filosofia “Piero Martinetti”, propone Archivi anarchici: Politiche del display immersivo e immaginari del territorio, a cura di Margherita Fontana e Valeria Polidoro, una mostra che esplora il rapporto tra territorio, conflitto, memoria e archivio.
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La mostra sarà aperta da martedì 18 a domenica 23 novembre 2025 presso Careof.
Accesso libero.
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Informazioni pratiche
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Dove
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Careof – No profit organization for contemporary art
Via Giulio Cesare Procaccini 4, 20154 Milano MI
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Quando
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da martedì a sabato
14:00–19:00
domenica
10:00–14:00
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Archivi anarchici: Politiche del display immersivo e immaginari del territorio
A cura di Margherita Fontana e Valeria Polidoro
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Per la sua quarta edizione, Filmmaker Expanded esplora l\'interazione tra territorio, conflitto, memoria e archivio con una proposta installativa multimediale e interattiva. Attraverso i linguaggi dell’immersività, le opere riflettono sulla natura mediata dello spazio e del tempo, e dalla memoria stessa. Ciò che percepiamo, come ciò che ricordiamo, non sono dati, bensì deformazioni sempre nuove che è necessario interrogare e decostruire. Indossando il visore, i visitatori sono posti di fronte a paesaggi stranianti, composti e decomposti sotto i loro occhi, al punto, talvolta, da perdere il loro statuto di leggibilità. Orientarsi è infatti ancora più difficile quando luoghi e comunità sono scossi da conflitti e forze distruttrici capaci di decidere che cosa si può e non si può (più) vedere. La VR in particolare interroga lo strumento stesso del display come luogo nel quale si consuma questa guerra per la visibilità, una lotta che contrasta i tentativi di invisibilizzazione ed esige riscritture plurali e nuove prese di coscienza. Il collage visivo, la sovrapposizione di elementi e di piani ritorna come strumento di visualizzazione della complessità storica e politica dei territori: lungi dall’essere luoghi mappabili, e mappati, si descrivono piuttosto come stratificazioni di attività umane, di ricordi e pratiche di resistenza. Realizzato tra il 2021 e il 2023, Remember This Place: 31°20’46”N 34°46’46”E di Patricia Echeverria Liras ci porta nel cuore della Palestina occupata: qui la VR, e in particolare l’estetica point cloud, sono strumento di conservazione, dunque di ricordo e rievocazione, delle case destinate alla distruzione da parte dei coloni israeliani, divenendo allo stesso tempo dispositivo per mostrarne la sparizione. Subterranean Imprint Archive è invece l’esito di una ricerca condotta da Francois Knoetze e Amy Louise Wilson (Lo-Def Film Factory) ispirata all’estrazione dell’uranio in Congo per la produzione delle bombe atomiche che hanno distrutto Hiroshima e Nagasaki: il legame violento e paradossale tra questi due luoghi lontani diviene occasione per riflettere sulle politiche estrattiviste e di sfruttamento che l’Occidente tecnocapitalista perpetra in molti paesi africani. Infine presentiamo il prototipo VR di un progetto installativo più ampio di Med Lemine Rajel e Christian Vium, dedicato al fenomeno dell’urbanizzazione sfrenata che interessa la Mauritania. Attraverso un intreccio visivo e sonoro, Tales of a Nomadic City è un incontro con Mohamed, un tempo nomade e che oggi vive nella periferia della città di Nouakchott: è attraverso i suoi occhi, e nel tempo di un té, che vediamo il deserto lasciare spazio alla città, alla sua brulicante e fagocitante crescita. Archivi anarchici è un invito a riflettere su come le tecnologie digitali possano documentare, rivelare, conservare, fino a rimodellare la memoria collettiva. In questo modo, la forza politica della visualizzazione emerge attraverso modalità alternative di narrazione e pratiche di archiviazione reinventate.
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Per la sua quarta edizione, Filmmaker Expanded, frutto della collaborazione con XR Lab (Centro di Ricerca Coordinata sulle Realtà Estese) e AN-ICON, ospitati dal Dipartimento di Filosofia “Piero Martinetti”, propone Archivi anarchici: Politiche del display immersivo e immaginari del territorio, a cura di Margherita Fontana e Valeria Polidoro, una mostra che esplora il rapporto tra territorio, conflitto, memoria e archivio.
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La mostra sarà aperta da martedì 18 a domenica 23 novembre 2025 presso Careof.
Accesso libero.
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Informazioni pratiche
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Dove
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Careof – No profit organization for contemporary art
Via Giulio Cesare Procaccini 4, 20154 Milano MI
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Quando
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da martedì a sabato
14:00–19:00
domenica
10:00–14:00
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Archivi anarchici: Politiche del display immersivo e immaginari del territorio
A cura di Margherita Fontana e Valeria Polidoro
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Per la sua quarta edizione, Filmmaker Expanded esplora l\'interazione tra territorio, conflitto, memoria e archivio con una proposta installativa multimediale e interattiva. Attraverso i linguaggi dell’immersività, le opere riflettono sulla natura mediata dello spazio e del tempo, e dalla memoria stessa. Ciò che percepiamo, come ciò che ricordiamo, non sono dati, bensì deformazioni sempre nuove che è necessario interrogare e decostruire. Indossando il visore, i visitatori sono posti di fronte a paesaggi stranianti, composti e decomposti sotto i loro occhi, al punto, talvolta, da perdere il loro statuto di leggibilità. Orientarsi è infatti ancora più difficile quando luoghi e comunità sono scossi da conflitti e forze distruttrici capaci di decidere che cosa si può e non si può (più) vedere. La VR in particolare interroga lo strumento stesso del display come luogo nel quale si consuma questa guerra per la visibilità, una lotta che contrasta i tentativi di invisibilizzazione ed esige riscritture plurali e nuove prese di coscienza. Il collage visivo, la sovrapposizione di elementi e di piani ritorna come strumento di visualizzazione della complessità storica e politica dei territori: lungi dall’essere luoghi mappabili, e mappati, si descrivono piuttosto come stratificazioni di attività umane, di ricordi e pratiche di resistenza. Realizzato tra il 2021 e il 2023, Remember This Place: 31°20’46”N 34°46’46”E di Patricia Echeverria Liras ci porta nel cuore della Palestina occupata: qui la VR, e in particolare l’estetica point cloud, sono strumento di conservazione, dunque di ricordo e rievocazione, delle case destinate alla distruzione da parte dei coloni israeliani, divenendo allo stesso tempo dispositivo per mostrarne la sparizione. Subterranean Imprint Archive è invece l’esito di una ricerca condotta da Francois Knoetze e Amy Louise Wilson (Lo-Def Film Factory) ispirata all’estrazione dell’uranio in Congo per la produzione delle bombe atomiche che hanno distrutto Hiroshima e Nagasaki: il legame violento e paradossale tra questi due luoghi lontani diviene occasione per riflettere sulle politiche estrattiviste e di sfruttamento che l’Occidente tecnocapitalista perpetra in molti paesi africani. Infine presentiamo il prototipo VR di un progetto installativo più ampio di Med Lemine Rajel e Christian Vium, dedicato al fenomeno dell’urbanizzazione sfrenata che interessa la Mauritania. Attraverso un intreccio visivo e sonoro, Tales of a Nomadic City è un incontro con Mohamed, un tempo nomade e che oggi vive nella periferia della città di Nouakchott: è attraverso i suoi occhi, e nel tempo di un té, che vediamo il deserto lasciare spazio alla città, alla sua brulicante e fagocitante crescita. Archivi anarchici è un invito a riflettere su come le tecnologie digitali possano documentare, rivelare, conservare, fino a rimodellare la memoria collettiva. In questo modo, la forza politica della visualizzazione emerge attraverso modalità alternative di narrazione e pratiche di archiviazione reinventate.